ALPINI NELLA RESISTENZA
 

Le Fiamme Verdi in montagna

Il 25 aprile si celebra la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo. Le formazioni partigiane furono senza dubbio importanti per tale liberazione dall’oppressore. In tali formazioni gli alpini furono presenti in modo sostanziale nella lasciando ancora una volta il segno del proprio valore e dell’amor di Patria che li ha sempre distinti.
L’armistizio dell’8 Settembre, lasciò gli alpini, sparsi su tutti i fronti, travolti anche loro dal disgregamento dell’esercito. L’Italia si divise in due blocchi e ognuno scelse la propria strada.
 (continua)

 
 
 
 

 

 
 
 
 

« Durante il ripiegamento avevamo centinaia di slitte trainate da muli, che soffrivano con noi e non avevano da mangiare che qualche sterpaglia che spuntava dalla neve. Povere bestie, erano coperte di ghiaccio, e, rammento, la presenza di quegli animali era qualcosa di rassicurante per tutti. Infatti mentre camminavamo giorno e notte cercavamo sempre di stare vicino ad un mulo, così ognuno di questi animali aveva sempre attorno un gruppo di dieci o quindici soldati. [...] Una volta un conducente rimase ferito da una scheggia che gli fratturò la gamba ed io che ero ufficiale medico tentai di prestargli qualche cura, quando ad un certo punto il suo mulo gli si avvicinò e infilò il muso tra la terra e la nuca del ferito, in modo da sostenerlo, riscaldarlo, confortarlo. Una scena che non dimenticherò mai. »

(Giulio Bedeschi – Centomila gavette di ghiaccio)

 
 
 
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