IROSO L'ULTIMO MULO ALPINO
 

Treviso Se ne sta solo sulla collina, sotto un faggio, a guardare tutti dall’alto. Possono avvicinarsi solo due asine, gli altri muli no perché sono troppo giovani e vogliono correre e giocare. Iroso, ultimo mulo con la penna nera, forse si sente davvero un “soldato”, come lo chiamano gli alpini che lo nutrono e lo curano come fosse un nonno molto anziano e molto amato. Sarà la “star” della adunata nazionale numero 90 degli alpini a Treviso. (continua)

 
ARRIVO A TREVISO DELLA BANDIERA DI GUERRA DEL 7° RGT. ALPINI
 
 
 
 

Applausi e commozione hanno caratterizzato ieri sera l’arrivo della Bandiera di Guerra del 7° reggimento Alpini, che ha attraversato le vie di Treviso per giungere, tra gli applausi, in Piazza Signori dove le sono stati resi gli onori.

Gli organizzatori hanno calcolato che fosserro oltre 20.000 le persone disposte lungo il percorso e ben 5.000 a  sfilare al seguito della Bandiera, mentre nell’arco della giornata sono stati numerosi anche i visitatori della Cittadella degli Alpini, vetrina espositiva dei mezzi ed equipagiamenti delle truppe alpine dell’Esercito che rimarrà aperta e visitabile fino a domani sera (chiusura alle ore 18).

Questa sera al Circolo Unificato dell’Esercito di Treviso si penserà invece già all’Adunata del prossimo anno, a Trento, con la firma del protocollo d’intesa per la riqualificazione del Museo Nazionale Storico degli Alpini - siglato tra il Ministero della Difesa e l’Associazione Nazionale Alpini – che darà il via ad un restyling della struttura che ne aumenterà anche le capacità espositive. Comune e Provincia di Trento hanno assicurato il loro contributo, consapevoli che il progetto andrà ad arricchire la rete museale della Regione.

(Info Esercito)

 

 
 
 
 

« Durante il ripiegamento avevamo centinaia di slitte trainate da muli, che soffrivano con noi e non avevano da mangiare che qualche sterpaglia che spuntava dalla neve. Povere bestie, erano coperte di ghiaccio, e, rammento, la presenza di quegli animali era qualcosa di rassicurante per tutti. Infatti mentre camminavamo giorno e notte cercavamo sempre di stare vicino ad un mulo, così ognuno di questi animali aveva sempre attorno un gruppo di dieci o quindici soldati. [...] Una volta un conducente rimase ferito da una scheggia che gli fratturò la gamba ed io che ero ufficiale medico tentai di prestargli qualche cura, quando ad un certo punto il suo mulo gli si avvicinò e infilò il muso tra la terra e la nuca del ferito, in modo da sostenerlo, riscaldarlo, confortarlo. Una scena che non dimenticherò mai. »

(Giulio Bedeschi – Centomila gavette di ghiaccio)

 
 
 
Home | Il Gruppo | Albo d'Onore | Quadri | Ricordi di Naja | Storia | Contatti | Link | Aggiornamenti | Disclaimer | Riservato
www.alpinirivarolo.it - 2016 - 2017