PER POTERLI GIUDICARE, BISOGNA PRIMA CAMMINARE NEI LORO SCARPONI
 
 
 

A poco più di un mese dalla 92° Adunata Nazionale degli Alpini, che quest’anno celebra i suoi 100 anni, abbiamo voluto riprendere un bell’articolo apparso in occasione dell’ultima adunata che si è svolta l’anno scorso a Trento.
Tale articolo scaturiva da un increscioso incidente di percorso che ha spronato il giornalista Giulio Maria Grisotto di varesepress a mettere a fuoco il nostro essere Alpini. (continua...)



 

 


 

 

 

 
 
 
 
 
 

« Da quei carri si levava l’urlo implorante “vadà! Vadà!” (acqua! Acqua!). Io so che cosa accadde sulla tradotta ove mi trovavo, che fece scalo alla città di Vladimir. Lungo il tragitto, durato circa quindici giorni, le scorte aprivano i vagoni solo per scaricare i morti: li buttavano giù sul marciapiede ghiacciato. Il rumore dei loro crani che battevano a terra è un altro incubo per la mia memoria. Allo scalo di Vladimir scaricarono circa cinquecento cadaveri che vennero sepolti in una fossa comune che ora è diventata un parco pubblico»

(Gen. Martini, prigioniero del campo Suzdal)

 
 

 
 
 
 
 
 

Ultimo aggiornamento:11 aprile 2019

 
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