25 Aprile: l’ANA onora la memoria di tutti i combattenti per la libertà

 
 
 

Viviamo tempi angoscianti, afflitti da eventi che credevamo sepolti nel dimenticatoio della storia. Proprio per questo cresce ancor di più l’importanza di celebrare una ricorrenza come il 25 Aprile. La liberazione dall’oppressione nazi-fascista fu una azione corale, che portò in montagna quanti volevano garantire alla nostra Patria un futuro di convivenza civile e democratica: erano giovani uomini, col prezioso supporto di tante donne, provenienti dal mondo cattolico, dagli ambienti liberali, socialisti e comunisti e dai reparti delle forze armate che si ribellavano al giogo delle dittature.
Lo fecero tutti rischiando e soffrendo, ma soprattutto combattendo, perché l’aspirazione alla libertà richiedeva in quel momento anche le azioni più coraggiose
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L’Associazione Nazionale Alpini onora dunque oggi la memoria di tutti i combattenti per la libertà e lo fa nella consapevolezza che oggi più che mai i suoi valori di amicizia, fratellanza e solidarietà sono pilastri su cui si regge la convivenza pacifica della democrazia, che va difesa contro chiunque, con qualunque pretesto, voglia opprimerla.

Ce lo hanno insegnato figure luminose di alpini, che numerosi presero parte alla lotta di liberazione: a cominciare dal Beato Teresio Olivelli, ufficiale alpino in Russia e partigiano una volta tornato in Patria, andato poi incontro al supremo sacrificio nei lager nazisti.
Per questo ci stringiamo attorno ai nostri valori, ponendoci col consueto spirito al servizio delle nostre comunità. E issando il Tricolore su tutte le nostre Sedi, per onorare la Patria, che può contare sempre sulle penne nere.

Viva la libertà, dunque, viva l’Italia e viva gli Alpini.

 Sebastiano Favero
Presidente Associazione Nazionale Alpini

 
 
 
 

 

 
 
 
 
 
 

 

Adunata Rimini

93° ADUNATA NAZIONALE ALPINI RIMINI 7 - 8 MAGGIO 2022

ORDINE DI SFILAMENTO

DOMENICA 8 MAGGIO 2022

 

1º SETTORE – Presumibile inizio sfilamento ore 9

  • 1ª Fanfara Militare
  • Reparti alpini di formazione con Bandiera
  • Reparto militari Repubblica San Marino
  • Gruppi Ufficiali e Sottufficiali delle Truppe Alpine in servizio e della Repubblica di San Marino
  • Gonfalone Regione Emilia Romagna, gonfalone città di Rimini, stendardo Repubblica San Marino, altri gonfaloni
  • Stendardo Istituto Nastro Azzurro
  • Stendardo Unirr
  • Labari Associazioni d’Arma italiani e della Repubblica di San Marino
  • Rappresentanza Croce Nera con fanfara
  • Rappresentanza Crocerossine
  • 2ª Fanfara Militare
  • Labaro dell’Associazione Nazionale Alpini con Cdn
  • Alpini decorati, mutilati e invalidi su automezzi
  • Rappresentanza atleti paralimpici alpini
  • Premio fedeltà alla montagna e striscione Alpiniadi
  • Rappresentanza equipaggio Nave Alpino
  • Operazione Albatros Ultima con alpini di leva
  • Rappresentanza Ifms con Fanfara Militare della Repubblica di San Marino
  • Centro Coordinamento Interventi Operativi
  • Ospedale da Campo Ana e Squadra Sanitaria

 

2º SETTORE – Partenza presumibile ore 9,40

  • Alpini di Zara – Fiume – Pola

  • Sezioni all’estero: Sud Africa – Argentina – Australia – Brasile – Canada – New York – Cile – Uruguay – Belgio – Lussemburgo – Gran Bretagna – Nordica – Germania – Danubiana – Mitteleuropea – Svizzera – Francia

 

3º SETTORE – Partenza presumibile ore 10,20

  • Protezione Civile 4º Rgpt.

  • Centro, Sud, Isole: Sicilia – Napoli-Campania-Calabria – Bari – Puglia – Basilicata – Molise – Latina – Roma – Abruzzi – Massa Carrara-Alpi Apuane – Pisa-Lucca-Livorno – Firenze – Marche – Sardegna

 

4º SETTORE – Partenza presumibile ore 11,50

  • Protezione Civile 1º Rgpt.

  • Valle D’Aosta: Aosta

  • Liguria: Imperia – Savona – Genova – La Spezia

  • Piemonte: Cuneo – Val Susa – Saluzzo – Pinerolo – Ceva – Mondovì – Domodossola – Torino – Ivrea – Intra – Omegna – Biella – Vercelli – Valsesiana – Acqui Terme – Casale Monferrato – Asti – Novara – Alessandria

 

5º SETTORE partenza presumibile ore 14,20

  • Protezione Civile 3º Rgpt.

  • Friuli Venezia Giulia: Carnica – Gemona – Cividale – Trieste – Gorizia – Udine – Palmanova – Pordenone

  • Trentino Alto Adige: Bolzano – Trento

  • Veneto: Cadore – Belluno – Feltre – Valdobbiadene – Vittorio Veneto – Conegliano – Treviso – Asiago – Valdagno – Marostica – Bassano del Grappa – Vicenza “Monte Pasubio” – Venezia – Padova – Verona – Alpini Paracadutisti

 

6º SETTORE partenza presumibile ore 17,30

  • Protezione Civile 2° Rgpt.

  • Lombardia: Valtellinese – Colico – Luino – Varese – Como – Lecco – Bergamo – Monza – Milano – Pavia – Brescia – Vallecamonica – Salò – Cremona–Mantova

  • Emilia Romagna: Piacenza – Parma – Reggio Emilia – Modena

 

7º SETTORE Partenza presumibile ore 20,30

  • Sezione Bolognese–Romagnola

  • Gonfalone Città di Udine

  • Vessillo Sezione di Udine con striscione “Arrivederci a Udine”

  • Gruppo di 148 Bandiere a ricordo degli anni del Corpo degli Alpini

  • Rappresentanza del Servizio d’Ordine Nazionale

 

 
 
 
 
150°
 
15 Ottobre 1872 - 15 Ottobre 2022
 

Il Un percorso lungo un anno, che ci porterà, il 15 ottobre 2022, a Napoli, a festeggiare il 150° anniversario di fondazione del Corpo degli Alpini. Una serie di iniziative culturali e sportive che, unite alle attività addestrative svolte dalle Truppe Alpine dell’Esercito, contribuiranno a costruire un ritratto di questa straordinaria specialità creata dal Regio Decreto firmato il 15 ottobre 1872 da Vittorio Emanuele II a Napoli. Centocinquant’anni hanno costruito una realtà operativa ed associativa unica al mondo, plasticamente simboleggiata dal logo scelto: una catena di montagne che si specchia nelle acque di un lago e che, al tempo stesso, disegna il profilo di una penna nera, con la scritta “Corpo degli Alpini”. Scelta non casuale, per simboleggiare l’identità valoriale e culturale che unisce alpini in armi e in congedo, saldamente protagonisti di quella che è la più importante associazione d’Arma al mondo...

 
 
 
 
 
 
 
 

« Da quei carri si levava l’urlo implorante “vadà! Vadà!” (acqua! Acqua!). Io so che cosa accadde sulla tradotta ove mi trovavo, che fece scalo alla città di Vladimir. Lungo il tragitto, durato circa quindici giorni, le scorte aprivano i vagoni solo per scaricare i morti: li buttavano giù sul marciapiede ghiacciato. Il rumore dei loro crani che battevano a terra è un altro incubo per la mia memoria. Allo scalo di Vladimir scaricarono circa cinquecento cadaveri che vennero sepolti in una fossa comune che ora è diventata un parco pubblico»

(Gen. Martini, prigioniero del campo Suzdal)

 
 

 
 
 
 
 
 
 

Ultimo aggiornamento:20 aprile 2022

 
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